18 dicembre 2017 @ 7:47
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ATTIVITA’ FISICA E DIABETE: GLI EFFETTI DELL’ALLENAMENTO ED ESERCIZI CONSIGLIATI

Che cos’è il diabete?

Il Diabete Mellito di tipo1 è una malattia cronica che colpisce in particolare soggetti in eta’ giovanile. E’ caratterizzata da iperglicemia e da carenza insulinica dovuta a distruzione della cellula beta pancreatica. Clinicamente e’ caratterizzato da poliuria, glicosuria, perdita di peso ed evoluzione verso la chetoacidosi.

diabete e alimentazione

Il Diabete Mellito di tipo2 invece è una sindrome cronica prevalentemente dell’eta’ adulta-anziana, spesso associata ad obesita’, caratterizzata da iperglicemia, da gradi diversi di insulino-resistenza e da un deficit relativo beta cellulare con una tendenza inferiore ad evolvere verso la chetoacidosi.

Diabete: effetti dell’esercizio sul controllo glicemico

Diabete: effetti dell’esercizio sul controllo glicemico

Aumentano il numero e l’ attivita’ intrinseca dei trasportatori di glucosio,aumenta il flusso ematico nel muscolo in esercizio e il glucosio presente nella membrana plasmatica del muscolo scheletrico (GLUT-4),  c’è una diminuzione dei livelli ed un aumento della sensibilità periferica insulinica, un aumento significativo dell’assorbimento del glucosio mediato dall’insulina del 30-35 % dopo esercizio fisico sia in soggetti normali che in pazienti diabetici.

Effetti positivi e rischi dell’esercizio nel diabete di tipo1

Fra gli effetti positivi dell’esercizio maggiormente visibili ci sono la diminuzione delle concentrazioni di glucosio durante e dopo l’esercizio, un miglioramento della sensibilita’ insulinica e la diminuzione della richiesta insulinica, un miglioramento dell’ipertensione lieve e moderata e della funziona cardiocircolatoria, un incremento della forza e dell’ elasticita’, un miglioramento dell’intero profilo lipidico associato a una diminuzione dei trigliceridi, in percentuale minore le LDL e a un aumento significativo delle HDL. Per ultimo va anche ricordato l’incremento della spesa energetica: in aggiunta alla dieta per la perdita di peso, diminuiscono i depositi di grasso conservando la massa magra.

corsa_spiaggia

Tutti questi effetti migliorano anche il senso del benessere e la qualita’ della vita di un soggetto diabetico di tipo2. Tra i rischi maggiori pero’ indotti dall’ allenamento possiamo avere ipoglicemia ad insorgenza tardiva dopo l’esercizio, iperglicemia dopo un esercizio particolarmente intenso, precipitazione ed esacerbazione della malattia cardiovascolare come l’angina, l’infarto del miocardio o la morte improvvisa. Puo’ esserci in alcuni casi anche un peggioramento delle complicazioni a lungo termine del diabete come la retinopatia proliferativa, il distacco della retina, la neuropatia periferica, lesioni alle articolazioni ed ai tessuti molli, diminuita risposta cardiovascolare all’esercizio fisico, diminuita capacita’ aerobica, diminuzione del senso della sete, ipotensione postulare, alterata funzione gastrointestinale.

Effetti positivi e rischi dell’esercizio nel diabete di tipo2

Diabete e controllo della glicemia

Nel diabete di tipo2 l’ allenamento diminuisce le concentrazioni di glucosio durante e dopo l’attivita’ fisica, le concentrazioni basali e postprandiali di insulina, le concentrazioni di emoglobina glicosilata, migliora la sensibilita’ insulinica e il profilo lipidico aumentando le HDL, esiste un miglioramento dell’ipertensione lieve e moderata nei soggetti diabetici che ne sono affetti, migliora la funzione cardiocircolatoria, incrementa la spesa energetica con diminuzione dei depositi di grasso a favore della massa magra, aumenta in modo significativo la forza e l’elasticita’.

Come nel diabete di tipo1 i rischi dell’ attivita’ fisica nei soggetti diabetici di tipo2 sono le stesse e in particolare modo l’ipoglicemia indotta dall’esercizio ad insorgenza tardiva post esercizio in pazienti trattati con ipoglicemizzanti orali o insulina.

Tipo di allenamento ed esercizio fisico consigliato per combattere il diabete:

  • Tipo: aerobico
  • Intensita’: 50-70% della massima capacita’ aerobica
  • Durata: 20-60 minuti
  • Frequenza: 3-5 volte alla settimana

Per il paziente diabetico sia di tipo1 che di tipo2  con un deficit della cellula beta pancreatica si consiglia attivita’ aerobica per non piu’ di un’ ora ed eventualmente per attivita’ prolungate si consiglia ad esempio il ciclismo. Fra gli sport raccomandati o autorizzati ci sono:

  • marcia veloce
  • corsa leggera
  • nuoto
  • sci
  • tennis
  • equitazione
  • golf
  • calcio
  • pallavolo
  • pallacanestro
  • ciclismo
  • canoa
  • canottaggio
  • atletica leggera
  • ginnastica artistica
  • danza classica

Fra gli sport invece sconsigliati ci sono:

  • pugilato
  • lotta libera e greco-romana
  • alpinismo
  • paracadutismo
  • sci estremo
  • sport subacquei
  • sport motoristici

Si consiglia l’esercizio aerobico di bassa intensita’ (50% del VO2) perche’ l’energia necessaria deriva principalmente dall’ossidazione del glucosio e l’utilizzo dei lipidi varia da un massimo di circa l’85% ad un minimo dell’ 0% rispettivamente in esercizi di bassa intensita’ e di alta intensita’-sforzo massimo. Se l’attivita’ di bassa e moderata intensita’ si protrae nel tempo, dopo 2-3 ore di attivita’ fisica, si esauriscono le riserve di glicogeno e, aumentando la lipolisi del tessuto adiposo, si utilizzano prevalentemente i FFA (Free Fatty Acids) come substrato energetico. Se poi l’esercizio fisico si protrae ulteriormente nel tempo si riduce la gliconeogenesi a livello epatico e questo porta normalmente ad avere delle concentrazioni ematiche di glucosio  ai limiti inferiori della norma e, raramente, a concentrazioni < a 50 mg mg/dL e conseguente crisi ipoglicemica.

La persona allenata è in grado di svolgere uno sforzo fisico a una percentuale più bassa di VO2 rispetto ad un soggetto non allenato, questo comporta un maggior utilizzo di FFA e un diminuito utilizzo di glucosio, quindi il muscolo scheletrico avra’ una riduzione minore delle scorte di glicogeno e una resistenza maggiore allo sforzo fisico.

Una considerazione particolare riguarda la dieta nei soggetti diabetici, infatti la dieta ricca in carboidrati e’associata a un aumento della loro ossidazione durante l’ attivita’ fisica con conseguente aumento della resistenza all’esercizio fisico rispetto ad una dieta ricca in acidi grassi. Si cerca di ottenere con sforzi di lunga durata la depressione delle riserve di glicogeno muscolare scheletrico con successiva dieta ricca in carboidrati che porta alla cosiddetta “sovracompensazione” muscolare.

Dopo l’esercizio fisico infine le riserve di glicogeno a livello della fibra muscolare scheletrica sono ricostituite piu’ rapidamente rispetto a quelle a livello epatico.

Ipoglicemia e iperglicemia indotta dall’esercizio

L’esercizio fisico aumenta la sensibilita’ all’insulina e una regolare attivita’ fisica porta ad una diminuzione della richiesta insulinica,, dopo l’esercizio vi è un incremento del 30-35 % della captazione del glucosio indotta dall’insulina. Nel diabete di tipo1 le concentrazioni di insulina plasmatica non diminuiscono dopo l’esercizio fisico e possono paradossalmente incrementare.Vi è anche una inibizione della produzione epatica di glucosio e un aumento della captazione dell’ossidazione di glucosio.L’ipoglicemia si verifica dopo l’esercizio fisico e l’iperglicemia dopo un esercizio intenso di breve durata.

Suggerimenti pratici per evitare le crisi di iper ed ipoglicemia

  • Somministrare l’ insulina almeno 2 ore prima dell’esercizio in caso di somministrazione di un analogo rapido, e di 3-4 ore in caso di un insulina umana regolare.Se la somministrazione avviene prima di 1 ora dall’esercizio e’ opportuno fare l’iniezione in un area del corpo non sottoposta ad esercizio.
  • Diminuire la dose dell’insulina sia ad azione rapida che intermedia prima dell’esercizio e cambiare il regime di somministrazione giornaliera.
  • Mangiare 1 o 3 ore prima dell’esercizio a controllare che la concentrazione di glucosio sia in un intervallo di sicurezza (150-250 mg/dL) prima di iniziare l’esercizio.
  • Prendere un’aggiunta di carboidrati durante l’esercizio.
  • Incrementare l’ apporto di nutrienti per piu’ di 24 ore dopo l’esercizio.
  • Monitoraggio delle concentrazioni ematiche di glucosio e dei chetoni urinari.
  • Ritardare l’esercizio se le concentrazioni di glucosio sono inferiori a 150 mg/dL o superiori a 250 mg/dL in presenza di chetonuria, mentre per valori inferiori a 150 mg/dL si consiglia di somministrare 20.50 g ri carboidrati.

Diabete e esercizio fisico, conclusione

Nei soggetti normali durante l’esercizio fisico aerobico si ha un aumento della produzione epatica di glucosio di circa due volte causato da un aumento della secrezione degli ormoni controregolatori all’azione dell’insulina (catabolici) e da un’inibizione della secrezione d’insulina per evitare l’ipoglicemia. Nell’esercizio anaerobico si ha invece un aumento dell’ attivita’ del sistema simpatico con un’aumentata produzione epatica di glucosio di circa sette volte ed un aumento della secrezione d’insulina per evitare l’iperglicemia.

Nel paziente diabetico questi meccanismi di regolazione ormonale sono assenti, dunque nell’esercizio aerobico si puo’ avere ipoglicemia ,mentre nell’esercizio anaerobico si puo’ avere iperglicemia.

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